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COSMOGONIA DELL’UOVO

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Un mito nord europeo della nascita del cosmo (cosmogonia) o dell’universo il, Kalevala
racconta (primoruno, verso 103 – 304) che all’inizio del tempo nell’aria sotto un cielo infinito Ilmatar (figlia dell’aria), che aveva preso vita spontaneamente nell’elemento aereo era completamente sola. Sola, vergine e annoiata da quel luogo disabitato, decise di discendere verso il “basso” sulle onde di un mare infinito, il vento la fecondò e il mare la
ingravidò, così ella concepì un figlio. Per settecento anni lei portò in grembo questo figlio, la gravidanza fu lunga e dolorosa, come dolorose erano le doglie, non riuscendo a partorire quel figlio. Un uccello comparve tra le nubi, era ormai stanco di non potersi posare in nessun luogo solido dove poter costruire un nido e deporre le uova, allora la déa sollevò la gamba dai flutti e l’uccello credendo di scorgere nel ginocchio divino un monte vi si posò.

Ilmatar_by_FelesyaIlmatar

Sul ginocchio di Ilmatar l’uccello fece il nido e depose sei uova d’oro e un uovo di ferro e cominciò a covare. Dopo tre giorni di cova la déa sentì un calore insopportabile, che dal ginocchio si spandeva su tutta la gamba, istintivamente scosse il ginocchio, il nido si rovesciò e le uova rotolarono nell’acqua frantumandosi in una infinità di pezzettini.
Tra l’acqua e il fango i piccoli pezzi di guscio presero una nuova forma, la metà inferiore divenne la terra, la metà superiore il cielo e il firmamento. Il giallo del tuorlo divenne il sole e il bianco la luna. Quello che c’era di colorato dentro l’uovo si sparse creando le stelle, la parte scura dell’uovo formò le nubi dell’aria: così nacque il cielo e la terra, le stelle e le nubi, il sole e la luna e l’universo ebbe inizio.

Nove anni dopo (ma cos’è il tempo per gli déi?) alla decima estate, la dea sollevò la testa dal mare e avviò la sua opera creatrice. Stese la mano e fece nascere penisole, fece forza con i piedi per creare fondali marini, si tuffò e sbocciarono profondi abissi, tutti i suoi gesti erano opera creatrice, la terra, i golfi, le isole e le scogliere, insomma la terra nacque dai suoi gesti. Nel Kevala possiamo scorgere non un mito ma un insieme di miti provenienti da altrettanti racconti, che hanno dato vita alle varie religioni compresa quella cristiana.

L’ordine fu stabilito nel caos primordiale e qui dovrei rimandarvi ad Ovidio e alle sue Metamorfosi [I: 5-20]; [I: 21-31] e prima ancora ai Sumeri, alla civiltà mesopotamica e così via. Tutti questi miti hanno in comune tra gli altri elementi l’uovo cosmogonico, da sempre considerato simbolo sacro universale e rilevante. Il valore simbolico sta nella sua funzione, assicurare la permanenza della vita e della specie nella successione degli individui. L’uovo, simbolicamente rappresenta lo stato primitivo dell’uomo.
L’uovo cosmogonico, nei miti è usato per rappresentare la creazione assoluta. L’uovo è una rappresentazione sacra iniziale, presente nelle cosmogonie di quasi tutti i popoli della terra. La nascita del mondo da un uovo cosmico è un’idea universalmente diffusa, che veniva appunto celebrata presso molte civiltà alla festa di equinozio primaverile, quando la natura rinasce e le ore di luce iniziano a dominare quelle del buio.

uovo
L’uovo, è senza spigoli e quindi senza principio né fine, è sempre stato considerato l’emblema della perfezione divina.
In tutte le religioni ed in ogni tempo è sempre stato il simbolo della fecondità, della rigenerazione modellata sulla incessante creazione del mondo. L’uovo è il seme primordiale, embrione e germe di vita, è il primo essere ad emergere dal caos, rappresenta la forza vitale e generatrice di tutto quello che esiste. Proprio questa sua forte valenza simbolica ha fatto nascere presso molti popoli l’uso di regalare le uova, mentre quelle di cioccolato sono di origine recente, le vere, colorate o dorate hanno un’origine, che affonda le sue radici nel lontano passato, come augurio di nascita e di ri-nascita, non solo della natura. Venivano anche portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.“Omne vivum ex ovo”, “tutti i viventi nascono da un uovo” affermavano gli antichi romani.

È da tempi lontani, che l’uovo viene circondato da un’ aurea di mistero, per gli egiziani l’uovo rappresentava il cosmo perché portava con sé i quattro elementi che lo compongono, aria, terra, acqua e fuoco. Il guscio la terra, il tuorlo il fuoco, l’albume l’acqua, l’aria che li avvolge e custodisce integri. L’uovo come simbolo di fertilità. L’uovo cosmico, legato ai miti della creazione del mondo e dell’universo.
L’Uovo cosmico, nei “mandala” è rappresentato come simbolo alchemico del “Tutto”.
Simbolo anche dell’inscindibile binomio “entropia” (universo soggetto al mutamento-distruzione) – “sintropia” (universo soggetto alla creazione-ricostruzione). Al centro c’è il fulcro e la fonte della sintropia.

Gli involucri esterni sono la manifestazione e la vita, utilizzazione entropica dell’energia sintropica che sempre si rinnova e rinnova la vita. L’uovo, simbolo da cui esce un essere vivente, sia uomo che animale. L’uovo, evento sicuramente misterioso per i preistorici. Gli antichi persiani per celebrare l’inizio del nuovo anno, che festeggiavano all’equinozio di primavera, già dipingevano le uova, presso gli Ebrei il sacrificio “pasquale” da offrire al tempio era rappresentato da un uovo bollito nell’acqua salata. Un uovo lasciato in ciascuno dei quattro angoli del campo, nei solchi arati, aiuta invece ad avere un abbondante raccolto. Un’antica leggenda vuole che andare in chiesa con in tasca un uovo nato il Giovedì Santo aiutava a smascherare gli eretici e le streghe. Le uova ricevute in dono erano considerate ricche di potere e sacralità, simbolo di fertilità, dell’eterno ritorno della vita, è il simbolo perfetto di tutto ciò che nasce. L’uso da parte dei padri della chiesa e di alcuni Papa, di usare e trasformare gli antichi riti pagani e le festività religiose e assorbirli nei rituali cristiani ha dato vita a molte controversie religiose, ad esempio nella festa pagana della déa “Eostre” da cui il termine inglese “Easter” con cui si indica la Pasqua.

La dea era un’antica divinità pagana dei popoli nordici, paragonabile a Venere, Afrodite o Ishtar, la quale presiedeva ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e alla fertilità dei campi, ad esempio presso i Celti l’equinozio di Primavera era chiamato “Eostur-Monath”. Nella nostra tradizione l’uovo si eleva a simbolo del sepolcro, l’atto di romperlo è metaforicamente associato alla rinascita o alla resurrezione, rompendo l’involucro (il sigillo) che contiene una vita al suo interno gli permettiamo di “essere” nuovamente, la tomba sigillata di Cristo, la rottura della quale rappresenta la risurrezione dalla morte.

Il rosso delle uova è associato solitamente al sangue del Cristo e per lo stesso motivo venivano dipinte di rosso, é andata ormai persa anche la tradizione di portare in chiesa per la veglia di Pasqua le uova da far benedire insieme ai cibi tradizionali della festa, le uova servivano a rompere il digiuno imposto durante il periodo quaresimale. Molte sono le leggende sull’origine delle uova di Pasqua, si racconta che Maria Maddalena mentre portava delle uova cotte alle donne rimaste vicino al Sepolcro le uova stesse si colorarono miracolosamente di rosso, non appena lei vide il Cristo risorto. La stessa cosa successe a Roma dopo l’Ascensione di Gesù, un pretoriano si recò dall’Imperatore per comunicargli che il “nazzareno” era risorto, l’Imperatore indicando un uovo sul suo tavolo asserì: “Cristo non è risorto più di quanto quest’uovo sia rosso”. Dopo questa negazione l’uovo si colorò immediatamente di rosso.

In tutto il mondo l’uovo rappresenta la Pasqua, il suo antico simbolismo mistico-religioso è andato definitivamente perso, nel corso dei secoli ha subito ogni genere di rielaborazione anche estetica, la sua forma è stata riprodotta nei più disparati elementi da quelli commestibili fino a quelli preziosi (le famose uova del maestro orafo Peter Carl Fabergé, il simbolo della resurrezione, della fertilità, dell’eterno ritorno alla vita oggi è diventato uno dei tanti prodotti commerciali buoni solo per fare “affari”.

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Il mito della cosmogonia dell’uovo ebbe il primo duro colpo “dall’intellighenzia Illuminista” del settecento, nel secolo successivo la nuova frontiera dello studio di microrganismi, attraverso il lavoro di esperti studiosi, riconobbe la validità delle affermazioni scientifiche da parte di molti grandi esperti di botanica e di fisiologia, che provarono con i loro studi la fondatezza della costituzione cellulare di tutti gli esseri viventi : «omne vivum ex ovo – tutti i viventi nascono da un uovo, si trasformò in omnis cellula e cellula – ogni cellula nasce da una cellula». Ancora una volta il mito deve soccombere alla spietata realtà scientifica.

 Autore Nunziante Rusciano


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