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CONOSCI TE STESSO

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Ti avverto, chiunque tu sia, oh tu, che desideri sondare gli Arcani della natura se non troverai dentro te stesso quello che cerchi, non potrai nemmeno trovarlo al di fuori!
Se ignori l’eccellenza della tua propria casa, come puoi pretendere di incontrare altra eccellenza?
In te si trova celato il tesoro dei tesori. Conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei!”.
(Iscrizione nel frontespizio del Tempio di Apollo sul Monte Parnaso, Grecia; 2500 a.C.).

Io non sono nessuno, sono solo un contadino con la passione per l’approfondimento e per un certo tipo di psicologia, da questa passione, è venuta fuori una conoscenza un pò particolare.

Vista dall’esterno potrebbe sembrare qualcosa di esoterico o anche di più, ma vi assicuro che è soltanto conoscenza di me stesso.

In me ho visto sparire letteralmente molti problemi fisici, due dei quali abbastanza gravi che tenevo sotto controllo con tecniche di autocontrollo molto affinate negli anni, ma appunto… le tenevo sotto controllo, il non avere più il problema da controllare, vi assicuro che è davvero tutt’altra cosa ed è stupendo.

Da queste conoscenze sono riuscito ad andare oltre ed a volte (non sempre e comunque solo quando il mio inconscio mi chiede di farlo oppure mi da il permesso per farlo) anche a trasmettere qualcosa ad altre persone permettendo in loro una guarigione.

Ma l’aiuto esterno non può durare per sempre se tu per primo, non conosci te stesso e non la smetti di produrre quei pensieri che a loro volta generano quelle bioenergie in te stesso che hanno decretato la tua malattia.

Ieri ho perso un pilastro della mia vita, mio padre, non aver potuto fare null’altro per lui, pur avendo avuto risultati in questi 11 mesi dalla prima volta che l’ho aiutato… l’ho sentito come un fallimento…

oggi ho realizzato che, il fallimento non è nelle capacità di aiutare, ma nella mia incapacità di far capire le cause interiori dei propri problemi esteriori… ed ogni malattia, vi assicuro, dalla mia esperienza personale… è solo una manifestazione esteriore di un disagio inconscio, di un disagio interiore.

Gli antichi saggi dicevano, CONOSCI TE STESSO, prima di voler conoscere il mondo.

Questa è la verità, forse l’unica verità, una verità sotto gli occhi quotidianamente, eppure tanto tanto tanto ignorata… a volte derisa per chi si permette, come me, di entrare in questo mondo.

Per chi non ha “titoli” (come me) è difficile prender fiducia di se stesso per affrontare tali studi interiori, ma vi assicuro che, è l’unica cosa per la quale valga la pena di vivere.

È un “sacrificio” di qualche anno (per arrivare alla costante auto-osservazione) che ci si porterà dietro per sempre, è uno sforzo che ci permetterà di cambiare tutto in noi stessi e poi, gradualmente, anche nelle manifestazioni di vita quotidiana, anche se nella vita quotidiana il cambiamento arriverà molto più lentamente.

CONOSCI TE STESSO significa conoscere tutta la propria autentica verità, significa conoscere il perchè delle nostre azioni quotidiane, significa conoscere il perchè profondo delle nostre scelte, significa conoscere il perchè reale “e le ragioni profonde di chi abbiamo di fronte”, significa saper vedere l’amore in ogni gesto, anche in quello più crudo e a volte crudele che ci capita di vedere o di subire direttamente o indirettamente… come la morte.

Conoscendo se stesso ogni uomo o donna può accedere a se stesso, a tutto il proprio potenziale e per prima cosa, guarire il corpo, il proprio corpo da ogni problema.

il nostro corpo è il substrato nel quale elaboriamo le nostre emozioni, ma è anche quel substrato nel quale andiamo a buttare tutte le nostre emozioni… ripescandole ad andando continuamente a rielaborarle.

La nostra mente possiamo utilizzarla come sempre caricando il nostro corpo di immondizia emotiva sedimentata oppure per cambiare questo flusso di pensieri, comprendendone di volta in volta la vera causa ed eliminando le sedimentazioni energetiche già accumulate.

Comprendere in profondità questa nostra realtà interiore, e guarendo il nostro corpo, avremo una sorgente interiore più sana e le nostre future reazioni spontanee saranno più sane.

Potrò sembrare crudele nel dirlo, ma un malato grave, non può avere pensieri davvero puliti, a meno che non abbia cominciato a comprendere il perchè profondo della sua malattia e, a chi ha cominciato questo percorso, può permettere di comprendere le ragioni profonde di tutto quel che sta succedendo.

(vi consiglio vivamente di leggere “le 5 leggi biologiche di Hamer”)

Questo non significa diventare immortali, non significa le solite menate esagerate che si immaginano quando si leggono queste cose.

Questo significa che tu diventi finalmente autentico, diventi te stesso nella tua essenza più vera, più giusta, più umana, quella essenza che non sai nemmeno di avere dentro di te… e per umano, io non intendo assolutamente le debolezze umane come la società ci ha spinti ed insegnato a pensare… ma significa la contemplazione e la disponibilità delle più nobili qualità dell’umanità ma non per la “necessità inconscia di espletarle”… ma perchè così è che davvero dovrebbe essere…

LA COMPASSIONE E L’AMORE INCONDIZIONATO.

Tutti i nostri problemi di vita e di salute derivano dai nostri blocchi emotivi che a loro volta generano quelle che di solito venivano chiamate “credenze limitanti”, ma anche le “credenze incentivanti” nascono dai nostri blocchi emotivi.

Si è portati (erroneamente) a pensare, per esempio, che le eccellenze comportamentali sono sempre cose assolutamente buone, ma non è così, molto spesso (non sempre però) le eccellenze comportamentali provengono dalla incapacità di saper gestire in modo diverso alcune situazioni e questo, è sostanzialmente un blocco emotivo da guarire, da risolvere.

A volte, le persone che hanno delle eccellenze comportamentali sono bloccate da qualcosa in se stesse che le porta a “doversi comportare per forza in quel modo” e visto che è un modo di fare produttivo, lo riteniamo giusto, ma quel blocco che spinge a comportarsi così eccellentemente… alla fine determinerà qualche malattia importante, a volte letale e prematura.

Riconoscere, ed accettare come tale, un blocco emotivo, specialmente quando questo ci da come risultato qualcosa di produttivo, è molto difficile, ed ancora più difficile è accettare l’idea di lasciarlo andare e liberarci da “lui”, da questa parte di noi stessi che ci chiede di uscire dalla prigione di se stesso, la prigione del proprio comportamento eccellente.

Ogni persona eccellente, deve la sua eccellenza alla sua “modalità di interpretazione” dei suoi personali blocchi emotivi, tutti possiamo farlo in modo positivo o negativo, ma il punto non è questo perchè… sia in un caso che nell’altro, non siamo noi stessi nella nostra vera profondità, non siamo noi stessi in tutto il nostro vero potenziale che vi assicuro, è molto ma molto di più di quella “pagliacciata” che ci fa sembrare eccellenti in quel qualcosa che ci sta dando tanti risultati… ma badate bene… che risultati sono?

Risultati materiali… tutto qui.

Quando Gesù dice che bisogna lasciare le ricchezze terrene per poter conquistare il regno dei cieli… io non credo che abbia detto proprio queste presice parole (sostanzialmente perchè non mi fido delle traduzioni fuorvianti che sono state fatte dai testi originali) e comunque, il significato secondo me era altro…

…”avere il coraggio di abbandonare le cause inconsce che ci hanno portati alle nostre ricchezze terrene e liberarcene per poter avere tutto il resto”, e non più, solo quel che abbiamo conquistato con il nostro comportamento bloccato nella modalità… “ricchezza”, ma proprio tutto il mondo a disposizione senza più la spinta emotiva inconscia a doverci comportare per forza in quel modo per poter sopperire alle nostre paure interiori… perchè si sa, e questo lo sanno tutti, anche la ricchezza esagerata e ostentata non è altro che una manifestazione di paura interiore, una paura che abbiamo scelto di sopperire accumulando ricchezza, una ricchezza che ci mette al riparo dalle nostre paure.

Abbandonare i beni materiali non è abbandonare la nostra casa grande e bella, non è abbandonare la nostra barca da 24 metri e la nostra Maserati non è abbandonare le nostre ricchezze materiali ma è abbandonare le modalità inconsce bloccate che ci hanno… 

…”costretti” ad interpretare questa vita in questo modo, modalità inconsce che ci hanno costretti a comportarci in un certo modo, molto spesso un modo sacrificato per manifestare i disagi del nostro inconscio anche se apparentemente hanno dato risultati molto interessanti.

Questo non significa che il giorno dopo aver risolto il nostro conflitto interiore ed eliminato il nostro “prezioso blocco emotivo” noi non sapremo più gestire la nostra ricchezza accumulata, significa solo che lo faremo in modo diverso e sicuramente anche più “produttivo”, dove la parola “produttività”, acquisirà un significato diverso, più ampio, più vero.

Per esempio… se per arrivare a questa ricchezza siamo passati sulle teste di tante persone,

non lo faremo più in quel modo, ma scopriremo altri modi di gestire la ricchezza che non nuocciono a nessuno ed anzi… che diffondono altrettanta ricchezza intorno a noi.

Ogni blocco emotivo ci porta ad accumulare energia in noi stessi in determinate aree del nostro corpo, non è un caso che molte persone si ammalano proprio quando hanno raggiunto un loro obiettivo prezioso e che molto spesso… muoiono senza godersi il loro sogno.

Quel sogno è stato evidentemente una manifestazione inconscia di un loro disagio interiore che non hanno compreso, nel frattempo che costruivano il loro sogno loro hanno spinto quella energia fuori da se tessi, proprio nel loro sogno, ma quando il sogno materiale si è realizzato avevano ancora così tanta spinta energetica che il loro adagiarsi su quell’alloro conquistato ha determinato la necessità si dirottare quella energia in qualcos’altro… quel qualcos’altro se non è diventato un’altro sogno materiale, è finita nel loro corpo… determinando sedimentazione energetica e quindi malattie.

Se avessero saputo da dove veniva quella spinta emotiva ed energetica, probabilmente avrebbero risolto il loro problema in se stessi, questo non significa che non avrebbero realizzato il loro sogno, ma, se l’avessero sospeso, non ne avrebbero sofferto, se continuavano nella realizzazione, l’avrebbero fatto in modo meno sacrificato, si sarebbero goduto soprattutto la fase di realizzazione, il viaggio verso il sogno.

Molto spesso, nella foga di realizzare il nostro progetto ci accaniamo così tanto che ci perdiamo il viaggio di realizzazione, ci perdiamo tutto quel che stiamo facendo per arrivare al nostro sogno vedendo davanti a noi solo il sogno già realizzato da una parte… e le paure di non riuscire a farlo dall’altra.

I blocchi emotivi sono tutto, sono la causa di tutto, sono il regista della nostra vita, son quel che ci costringe a fare le cose, sono il vero peccato dell’umanità, sono la causa di tutti i peccati, sono l’origine di ogni problema, di ogni cattiveria… ma anche delle bontà espletate in modo insensato, sono l’incapacità di riuscire ad essere presenti al momento presente, sono quel che ci spinge a vedere avanti (o sempre al passato) invece che “ALL’ADESSO, AL PRESENTE”, al momento presente, sono quel regista che ci ripropone continuamente la stessa scena facendocela rivivere sempre nella vita… facendoci cadere continuamente negli stessi comportamenti sbagliati o comunque bloccati, facendoci andare ad incontrare sempre le stesse persone che ci ripropongono sempre le stesse sofferenze interiori, facendoci vivere sempre in un modo ripetitivo… a volte la ripetizione, la ripetitività della vita non è esattamente nella scena di vita quotidiana, ma sicuramente a livello emotivo, avremo sempre quella emozione di fondo, di base, quella emozione o sensazione profonda che ci accompagna in qualunque cosa noi facciamo.

Io ho usato molte tecniche per liberarmene e non ho ancora finito… forse per me è anche, ancora un pò prematuro parlarne in modo proprio dettagliato, ma alla luce dei miei risultati personali e soprattutto dopo aver perso il pilastro centrale della mia vita per non essere riuscito a fargli comprendere ed accettare la propria realtà interiore… forse adesso sento l’urgenza di fare questo passaggio in più.

Adesso posso dire che le tecniche non sono indispensabili perchè siamo tutti dotati di un sistema di auto-guarigione delle nostre emozioni e non serve fare lavori mirati e tecnicistici.. a parte l’auto-osservazione consapevole di noi stessi nella nostra vita quotidiana.

All’inizio di questo percorso mi imbattevo ripetutamente in una frase breve…

“QUI E ORA”

che nel migliore dei casi abbiamo inteso come un… goditi il paesaggio, goditi quel che c’è adesso…

ad un certo punto era diventata per me quasi irritante, per me che guardavo continuamente al futuro (soprattutto con le menate della legge di attrazione), che guardavo continuamente avanti… era irritante, mi sembrava una saggezza antica utilizzata per bloccare le persone e la creatività ed anche la voglia di produrre di chi come me… preferiva guardare avanti.

Oggi ho capito che, il QUI e ORA è fondamentale per comprendere perchè mi trovo qui, e cosa la mia Anima mi chiede di comprendere in questa vita, in questa incarnazione, comprendere anche perchè sto coltivando un sogno ben preciso, cosa in me, dalle mie mancanze profonde sto cercando di colmare con la realizzazione di questo mio sogno, cosa sto cercando di colmare in me stesso.

Quel che devo comprendere io, è del tutto personale, così come è (e deve essere) personale, quel che ognuno di noi deve comprendere, per questo non esiste un insegnamento universale e per questo sono arrivato alla conclusione del fatto che, le tecniche non servono a molto e soprattutto non servono a tutti nonostante io abbia avuto molti benefici ed ancora ne ricevo.

Ognuno di noi è diverso nella sua personale combinazione di blocchi emotivi e fino a quando non avrà incontrato un percorso adatto a se stesso… difficilmente avrà risultati reali e tangibili in qualche area della vita. Poi anche la società che ci costringe ad immaginare che il risultato debba essere per forza solo materiale, fa il resto del lavoro di depistaggio da se stessi… e ci preclude la possibilità di renderci conto che anche una guarigione fisica di qualcosa di infinitesimale nella nostra salute è un risultato prezioso.. anche la guarigione di un rapporto con un amico è qualcosa di prezioso che può essere stato il segnale di una liberazione di qualcosa nel nostro inconscio, un qualcosa del quale si deve ricercare le radici per poterlo apprezzare e per potergli dare uno spazio importante nella nostra vita quotidiana.

E’ nella vita quotidiana che vanno ricercate le nostre paure interiori, è nella nostra vita quotidiana che vanno compresi il nostro inconscio e la nostra anima, è nella vita quotidiana e non sui libri o nelle ore di meditazione asettica che si deve cercare se stessi  e non serve a nulla cambiare nazione o andare in meditazione sulle montagne Tibetane… perchè quel che hai dentro, la tua anima ha scelto di fartelo vivere qui, adesso, e se non lo comprendi qui… è inutile cambiare aria.

Questo non renderà immortali, ma… morire alla fine di un percorso di vita sapendo di aver fatto davvero tutto quello che potevamo fare, nel modo giusto, è sicuramente meglio che morire con la tristezza di non essersi goduti il viaggio ed il sogno raggiunto, o di non averlo nemmeno completato o peggio ancora… mai iniziato

Un blocco emotivo può anche farti desiderare a vita un sogno precludendoti ogni condizione o possibilità di realizzarlo.

Nelle pagine di questo sito trovi molte riflessioni che possono condurre alla auto-osservazione che a sua volta può portare alla comprensione spontanea dei propri disagi interiori e delle loro origini.

Prometto che, presto presenterò un lavoro completo, un lavoro che DEVE essere completo altrimenti rischia di creare più danni che aiuti.

CONOSCI TE STESSO… questo è tutto.

Giuseppe Lembo

Fonte: http://osservazionequantica.altervista.org/603-2/
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