CERCATE PRIMA IL REGNO

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“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.”

Matteo 6, 33

Una delle peculiarità del pianeta Terra consiste nell’esercitare una particolare forma di potere ipnotico su tutti coloro che lo abitano. Costoro si convincono in breve tempo di non possedere alcuna forma di potere sulla loro realtà e finiscono per delegare all’esterno qualsiasi velleità di soddisfazione personale, nonché di felicità e realizzazione. Costruiscono un personaggio immaginario col quale si rappresentano che fornisca loro la necessaria originalità al fine di ottenere attenzioni e riconoscimenti all’esterno e sovente, per raggiungere questo scopo sono disposti a tutto.

Il paradigma sul quale fondano la propria vita è: “Più ho più sono, più appaio più ottengo”  e chi se ne frega se dietro gli spessi veli dell’apparenza c’è il nulla o poco più. Ciò che non riesco a percepire in me stesso lo vado colmando riempiendomi di cose, persone, situazioni, tutto pur di non guardare in faccia il vuoto col quale sono costretto a convivere quotidianamente.

Per sua natura il piano fisico non è che una rappresentazione di ciò che siamo all’interno. Ogni particolare, ogni dettaglio, la più insignificante delle sfumature non è che una diapositiva di ciò che si annida nel nostro intimo e qualsiasi sforzo teso ad invertire il processo non è che un palliativo destinato inevitabilmente a mettere in luce il processo stesso che l’ha generato. Ciò significa che in alcun modo il tentativo di aggirare il senso di mancanza che proviamo all’interno può essere realmente colmato da un ottenimento esteriore. In qualunque caso – dopo l’euforia e la soddisfazione iniziale per aver conseguito un obiettivo – torneremo inevitabilmente alla condizione di partenza, al senso di vuoto che ha innescato la ricerca.

Si tratta di un passaggio di fondamentale importanza nel corso del quale devo riversare tutte le mie energie fisiche, emotive e mentali verso l’esterno al fine di ottenere risultati concreti e tangibili, per poi realizzare in profondità che nulla di ciò che si trova là fuori può sostituire ciò che non posseggo interiormente. Solamente dopo aver preso coscienza di questa dinamica posso compiere il passo successivo, che consiste nell’uscire dalla condizione psicologica di suddito che mendica amore (qualunque sia la forma che esso assume) ed entrare in quella di “Re”spons-abile della propria vita, ovvero un individuo che ha realizzato in profondità che ogni evento è in qualche modo creato da lui per lui e ha abbandonato ogni forma di vittimismo e di dipendenza dall’esterno.

Un essere umano che ha fatto ritorno alla propria sovranità ha smesso di star male a causa di ciò che fanno gli altri, ha smesso di star bene grazie a ciò che fanno gli altri. E’ in grado di amare, poiché il suo dare non è dettato dal bisogno di ricevere, si è lasciato alle spalle ogni sorta di recriminazione, poiché ha compreso in profondità che ogni forma è uno specchio e non può che rimandare la propria immagine esteriorizzata.

Tutti anelano al Risveglio, ma hanno dimenticato che colui che è vivo è immerso in un costante stato di innamoramento verso l’esistenza in ogni sua manifestazione. Non può essere altrimenti, come posso infatti non amare ciò che in definitiva non fa che parlarmi di me? Quale folle attende che lo specchio faccia per lui ciò che egli non è in grado di fare per sè stesso?

Imparate a dare ciò che vi aspettate di ricevere, poichè l’amore che anelate non è che un riflesso di quello che potete contenere. Aprite il vostro Cuore prima che sia l’esistenza stessa a dover provvedere attraverso l’apriscatole del dolore. L’innamorato basta a sè stesso, l’arido attende che siano gli altri a compensare ciò che non sente. Cercate prima il regno, innamoratevi della vostra ombra senza negarla, poichè essa è la controparte della luce e svolge l’importante funzione di renderla manifesta. Non c’è alchimista più grande di colui che ha scelto di sporcarsi nel fango al fine di conoscere tutti gli aspetti della propria natura, per poi tornare ad abbeverarsi alla fonte zampillante del proprio essere autentico.

Tutto il resto vi sarà dato in aggiunta…si è ricchi nella misura in cui si può fare a meno di qualsiasi cosa e paradossalmente, proprio ciò di cui siamo in grado di fare a meno ci viene incontro senza difficoltà alcuna. Una strada sgombra è più facile da percorrere.

“Un uomo non può possedere più di quanto il suo cuore possa amare”

John Malkovich

(Educazione siberiana)

Roberto Senesi

Fonte: http://m.robertosenesi.it/news/cercate-prima-il-regno/

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