C’ERA UNA VOLTA LA FOLLIA…

C’era una volta una scuoletta, piccina piccina.

In quella scuola c’erano solo 5 classi: una prima, una seconda…e a seguire tutte le classi che compongono la scuola elementare…ops…primaria, perché adesso si chiama così, quasi ad occultare il fatto che sono le cose “elementari” che ti forniscono gli elementi per costruire strutture più complesse, ma non ci perdiamo in speculazioni filosofiche e continuiamo la nostra fiaba.

C’era una volta una scuoletta, dicevo…e in quella scuoletta un bel giorno…

 

VELOCE (RATTO)

…sotto uno dei termosifoni di classe terza…passò un topo! Era un topolino di campagna, probabilmente attirato dal calore dei termosifoni aperti “ a palla” e le cui valvole, bloccate, impedivano di diminuire il calore! Mica scemo, il ratto! Era passato a scaldarsi un po’, per poi uscire immediatamente dall’aula, perché non ne voleva proprio sapere di assistere alla lezione di matematica!

Una bimba di terza lo vede passare e dice  “Maestra ho visto qualcosa che passava veloce sotto il termosifone…”. Non è sicura, la bambina, che si tratti di un topo, dalla descrizione delle sue dimensioni la maestra immagina che lo sia…ma mai, e dico mai, su questa vicenda vi sarà certezza!

Ma proseguiamo il racconto.

Immediatamente la maestra decide di cambiare aula (hai visto mai si tratti davvero di un topo…).

Pomeriggio: lezione in aula mensa, che magari è pure un diversivo…

I bimbi vanno a casa, ovviamente raccontano ai genitori dell’indesiderato (ma presunto, ricordiamolo!) ospite e qui…comincia il bello della storia, perché…

 

C’ERA UNA VOLTA LA FOLLIA…

“E’ passato VELOCE un RATTO “ dice la bimba che chiameremo E.

“Cosa???” esclama la mamma…e subito si attacca al telefonino e chatta, chatta, chatta…fino a che…per i misteri che mai avranno soluzione e comprensione…dalla chat salta fuori che…A SCUOLA, IN CLASSE TERZA…C’E’ UN VELOCIRAPTOR!!”

Numi del cielo, allora è grave!

La mattina seguente a scuola arriva l’operaio della derattizzazione, perché intanto le maestre hanno diligentemente avviato il protocollo, avvisando il preside, telefonando in Comune e chiedendo l’immediato intervento, anche perché venga chiuso quel buco che si è creato in classe terza e dal quale, probabilmente, il velociraptor si è infilato! Non è molto grande, quel buco, ed è un vero mistero come un dinosauro vi sia potuto entrare, ma comunque…abbiamo già detto che i misteri senza soluzione…restano senza soluzione, facciamocene una ragione!

Dunque la scuola viene derattizzata, il buco viene chiuso…si può riprendere la vita scolastica normale, sì?

No.

No perché il mattino successivo ancora, un gruppetto di genitori si presenta dalla maestra referente della scuola e le chiede, tenetevi forte, di poter visionare LE SCHEDE TECNICHE DEI PRODOTTI DI PULIZIA, al fine di appurare se veramente puliscono e disinfettano a dovere…

La maestra in questione rimane…un po’ disorientata: nessuno mai aveva avanzato una simile richiesta…non sa nemmeno quale sia il protocollo da applicare…e quindi chiama in segreteria.

In segreteria si fanno una sonora risata e dicono che “col cavolo” che si possono visionare le schede, va applicato un altro protocollo, per poter chiudere il protocollo precedente!

Che i genitori interessati vadano dal Preside, compilino la richiesta, e allora e solo allora potranno accedere a tali riservate informazioni ( mah…chissà ci sarà qualche ingrediente segreto…qualche formula chimica secretata…è possibile…).

Ma niente ferma un genitore, quando nella scuola di suo figlio si aggira un velociraptor!

Il genitore delegato va, compila, fotografa le schede, invia le stesse ad un altro genitore che è perito chimico (e mica pizza e fichi signori miei!)…il tutto verrà esaminato e poi approvato, sì, si tratta effettivamente di disinfettante, come si sospettava!

Intanto in classe terza, da due giorni, mancano 2 bambini…i compagni, che la sanno lunga, – Maestra N. e S. non vengono a scuola perché i genitori hanno paura del topo! – perché i bambini sono persone serie, non perdono mai la misura delle cose, è risaputo!

Passa ancora un giorno e quando le maestre del turno del pomeriggio arrivano…vengono informate dalle colleghe presenti che…

 

C’E’ L’ASSSLLLLL!!!

La collega referente è chiusa da 2 ore (e sarebbero state due ore di lezione!) con gli incaricati dell’Asl, il cui intervento è stato richiesto dai genitori!!

Ma non staremo esagerando, per un topolino di campagna, in una scuola di campagna?? Si chiedono le maestre (anche loro, di solito, sono persone serie, come i bambini…).

Dalla visita Asl..la scuola esce vittoriosa, non ci sono invasioni di velociraptor, possiamo stare tranquilli, possiamo riprendere ad insegnare, tutto è finito…o no?

No.

Il mattino seguente…i due bimbi “malati” di classe terza rientrano a scuola…”per fortuna sono guariti tutti e due”!!

Ma la maestra nota che, ben 3 allievi,  appena entrati in classe tirano fuori dallo zaino…LE SALVIETTE DISINFETTANTI??

I genitori hanno detto loro di disinfettare il banco, mai fosse passato il velociraptor!

Allora la maestra dice “Adesso basta” e si attacca al telefono con la rappresentante di classe, in corridoio…Non sappiamo cosa si siano dette…sappiamo solo che il bidello, ad un certo punto, si avvicina alla maestra e le porta un caffè…la vede stravolta, le dimostra la sua solidarietà…

 

Lei tornerà a casa, la sera, e scriverà un articolo.

Un articolo nel quale racconterà una storia, ma non dirà che è vera, che è successa proprio a lei!

La scriverà come fosse una fiaba, perché spererà che sia SOLO una fiaba, non fra quelle meglio scritte, non il frutto di un’idea geniale, chiunque sia stato lo scrittore…solo una fiaba.

Spererà che non sia vero che la follia si sia ormai impossessata delle persone in modo dilagante, che non ci si fermi più a ragionare, a considerare, a valutare…

Ma più di tutto spererà che non sia vero che le molte persone che hanno assistito amorfe a questo dilagar di follia di pochi…siano rimaste ferme, immobili, apatiche, che non abbiano preso posizione o espresso la loro opinione…perché non c’è peggior follia del veder perpetrata la follia…e rimanere inermi…senza ricordarsi che…

In lak’ech…

(io sono un altro te stesso)

Marina Iuele

si occupa di comunicazione e formazione, da molto tempo e in contesti diversi. E’ insegnante elementare da 30 anni. Ha scelto di affrontare differenti esperienze professionali (dalla classe comune al distacco, per 7 anni, per insegnare la Lingua Francese, per poi tornare alla classe comune), con lo spirito di cambiare e sperimentare differenti sfaccettature del suo lavoro. Sempre con questo spirito ha volentieri aderito a 3 Progetti Internazionali di Scambio con Bambini e Colleghi francesi, inglesi, spagnoli e tedeschi ed ha lavorato, nell’ambito di uno di essi, per qualche tempo a Parigi. Per il  primo di questi progetti ha realizzato con i propri allievi uno spettacolo teatrale, interamente recitato in Lingua Francese, sul tema dell’importanza dell’acqua e sull’inquinamento. Tale spettacolo, scritto e diretto da lei,  è stato condiviso coi Paesi partners di Progetto. L’autrice è anche attrice e regista teatrale. Da 25 anni lavora in teatro ed è anche stata, per 12 anni,  Direttrice Artistica  di una Scuola di Recitazione nella quale ha insegnato interpretazione  e fatto regia. La passione per il teatro l’ha portata a condividere coi bambini, anche a scuola, questo straordinario strumento di crescita. Per questo,nel corso degli anni, ha realizzato 15 spettacoli teatrali (in 7 di essi erano coinvolti dai 100 ai 120 bambini), proponendo la messa in scena di testi per l’infanzia, ma anche di grandi classici del teatro (da Shekespeare a Plauto). Da più di 20 anni ha intrapreso un cammino di crescita  personale, attraverso lo studio di antiche culture e dei loro antichi sistemi di Saggezza, che l’ha portata a modificare, via via, anche il suo metodo di insegnamento, lasciando ampio spazio ad ogni forma di espressività pura e di manifestazione del sentimento. 
Dal 2009 scrive per l’infanzia (e per il bambino che continua a vivere dentro ogni adulto).
Ama pensare a sé come ad uno Spirito Libero.
Per contatti: https://marinaiuele.it/

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