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ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ DELLA PAURA DEL RIFIUTO

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Articolo di Michela Varuolo
Per alcune personalità commettere errori viene percepito come un fallimento totale rivolto a se stessi: questo perché tocca una ferita interiore molto profonda, vale a dire quella del rifiuto.

Con il passare del tempo la persona in questione svilupperà una certa voglia ed un certo bisogno di appoggiarsi ad una maschera creata appositamente per non avvertire ancora su di sè quella così invalidante sensazione: la perfezionista.

La prima tappa in assoluto di questo percorso volto al sentirsi infallibili quasi quanto i Supereroi dei cartoni animati riguarda essenzialmente il proprio corpo: spesso ci troveremo dinanzi persone che nonostante i loro sforzi nel curarsi e nel trattarsi bene vivono una costante battaglia interiore e conseguentemente questo sarà facile notarlo anche nella modalità in cui vengono trattati loro oggetti o le persone più vicine, spesso con possessività e gelosia del tutto inconsapevoli.

Il vero motivo del voler sembrare a tutti gli effetti imbattibili è nella non accettazione di se, ovviamente. Da bambini eravamo sereni e spensierati perché a contatto con il nostro Cuore, felici di essere Integri.
Poi è bastato poco come una sgridata fatta con maggior violenza da parte di un genitore per sviluppare tutte quelle ferite che ci portiamo come un fardello pesante.

Questo perché in quella famigerata sgridata abbiamo trovato la morte. Sì, la morte a favore del “allora non valgo niente, merito di essere rifiutata, mi fido di mamma e papà… ho sbagliato e loro hanno ragione”. Per cui cresceremo con un senso di inadeguatezza che ci porteremo ovunque come un’ombra.

Un giorno poi queste stesse persone capiranno di non poter andare avanti così, di voler cambiare e guarire.
Ma ancora una volta staranno sbagliando…
Ancora una volta non si accettano per come sono nel Presente.
Ancora una volta sono convinte che in loro qualcosa non va e che necessita qualcosa da migliorare.

Per cui dentro di se sentono la spinta del miglioramento ma quella zona ombra è solo un pochino più nascosta, pronta ad esplodere quando meno ci si aspetta.
Una zona d’ombra che richiede una certa attenzione, una certa osservazione… ma prima, un certo immergersi nei propri disagi.

Senza rendersi conto ci si scinderà a questo punto in due personalità in uno stesso corpo:
una vuole cambiare adesso e subito ed un’altra che vuole entrare nel dolore e Trasmutarlo in qualcosa di più Superiore… quest’ultimo però, chissà perché, non lo vuole fare nessuno.

Il motivo dei conflitti interni quindi è questo: nella misura in cui opero qualcosa per me (corsi sull’autostima, affermazioni positive e via discorrendo) per il bisogno di sentirmi accettata dal mondo esterno e quindi dagli altri “perché adesso basta, mi devo amare” più la Vita troverà il modo sempre più duramente di scardinare quegli aggregati psicologici inconsapevoli che non ci fanno vedere la Realtà e cioè che noi siamo già Perfetti così.

Ripetere costantemente il mantra “mi amo e mi accetto così come sono” ma nascondere dentro di se il bisogno di sentirsi ancora coccolati da mamma o papà, può solo portare in maniera sempre più veloce ad eventi che hanno la funzionalità di aprire gli occhi sui propri contorti meccanismi. In breve, è un cane che si morde la coda.

Ancora una volta la vera pratica è nell’osservazione dei propri comportamenti e delle proprie emozioni scaturiti dall’evento in questione; quindi cum-prendere il motivo per cui dentro di me sono piena di vergogna e di paure sul giudizio altrui.

Ricordiamoci che tutto parte sempre da noi stessi: il giudizio ed il rifiuto che sento da “fuori” è solo la MIA ferita che urla per avere un pó di attenzione. E se ciò non dovessi capirlo con le buone, allora mi si pareranno davanti dinamiche sempre più Risveglianti.

Se volete potete anche provare a dirvi “mi amo” per tutto il giorno ma non meravigliatevi se poi il giorno dopo incontrerete qualcuno che vi dirà “ogg fai schifo più del solito”. Ecco il paradosso, ed a questo come reagite?
Se ancora soffrite forse quel “mi amo” non è servito a nulla. Chiedetevi perché.
E chiedetevi anche perché volete ripetervi “mi amo”.

SE VOI VI AMASTE SUL SERIO NON AVRESTE PIU’ NESSUN BISOGNO DI DIRVELO!!

Assumetevi la Responsabilità prima di essere belli e amabili già dal primo momento in cui la mattina aprite gli occhi e vi alzate dal letto con i capelli scompigliati.
Assumetevi la Responsabilità che tutto ciò che vi circonda è solo il vostro specchio ed il vostro più grande Maestro.

Non abbiate paura di immergervi nel vostro dolore, STATECI e ABBRACCIATELO. Siate PRESENTI quando ciò accade e, parola mia, quando amerete le vostre ombre e le inonderete di Luce, dal vostro Cuore una sublime musica sgorgherà e la vostra Anima felice di nuovo canterà.

Grazie a Michela Varuolo