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MARTEDI’ 03.04.2018 alle ore 21.21
MARIA CASTRONOVO – ANTIGONE: ARCO DI LUNA

Proseguendo la serie, Le donne nel Teatro Greco: stasera parleremo di Antigone
Prima rappresentazione dell’Antigone di Sofocle nel 442 a.C.
Ambientazione: Davanti al palazzo reale di Tebe, Grecia.
Tragedia vincitrice alle Grandi Dionisie.
Primo stasimo (vv. 332-383)
CORO: Nulla è più mirabile dell’uomo fra tutte le mirabili cose; l’uomo naviga oltre la spuma del mare in tempesta, radendo i flutti mugghianti intorno, e sfianca la terra, suprema fra le dee, immortale, instancabile, rivoltandola anno per anno col volgere degli aratri per mezzo di cavalli. E il genio dell’uomo, annodando le maglie in forma di rete, cattura gli uccelli spensierati e le belve selvagge e le vite infinite del mare; e vince con le sue trappole gli animali che vagano sui monti, e piega sotto il giogo ricurvo il cavallo dalla folta criniera, e il montano instancabile toro. Ricco di ogni risorsa l’uomo apprese da sé le parole e il pensiero rapido come il vento, e gli impulsi alle leggi civili, e a difendersi dal gelo nemico e dai colpi delle piogge violente. Egli va verso il futuro ricco di grandi risorse, e solo dalla morte non troverà scampo. Ma ha escogitato le cure per mali incurabili. Pur possedendo l’inventiva dell’arte che è sapienza, a volte sceglie il male a volte sceglie il bene: se rispetta le leggi della natura e la giustizia giurata sugli dei, sarà grande nella sua città, senza patria sarà colui che si è unito al male per sfrontatezza. Non sia ospite mio né mio amico colui che agisce così. 

E se fossimo tutti pensieri che si muovono dentro una  unica mente, e qua e là scegliessimo, senza avvertimento pieno? Che saremmo allora? Solo lo specchio del MISTERO. Ci vuole tanta fede per poter credere nell’Uomo! Molta di più di quella che serve per affidarsi agli Dei. Ma come ci viene bene! Dare per scontato il nostro esistere! Eppure, ogni volta che ci guardiamo allo specchio, dovremmo salutarci così: ciao, segreto infinito dell’Universo! Per scrutare questo MISTERO, Edipo si è tolto gli occhi. E Antigone, figlia e sorella di Edipo, è il tragico nodo di questo intrico.

Questa è la trama:
Il figlio più giovane di Edipo, Eteocle, esilia il fratello maggiore Polinice. Questi attacca Tebe ma né l’uno ne l’altro l’ hanno vinta perché muoiono entrambi in battaglia. Eteocle riceve le onoranze funebri, che invece vengono rifiutate a Polinice, dichiarato traditore della città dallo zio Creonte. Apprendendo questa notizia, Antigone – sorella di Eteocle – nonostante il consiglio dell’altra sorella, più giovane, Ismene, si ostina a pretendere che il corpo del fratello venga sepolto al fine che il suo spirito possa riposare in pace; quindi si reca da lui per rendergli omaggio da sola. Viene pertanto arrestata e condotta presso Creonte che giudica colpevoli entrambe le sorelle e decide il loro imprigionamento, rimproverando ad Antigone la disobbedienza ai suoi ordini. Ma Emone, figlio di Creonte, supplica il padre in favore di Antigone della quale è promesso sposo. Questi lo deride e ignora le sue suppliche. Gli anziani ricordano allora al re che solo una delle sorelle ha infranto le leggi e quindi Creonte cambia idea decidendo l’esecuzione della sola Antigone. Mentre ella viene condotta fuori da Tebe in una caverna ad attendervi la morte, l’indovino Tiresia avverte Creonte che gli dei sono molto irritati per la sua mancanza di rispetto verso i morti, e che tutto ciò porterà il figlio di Creonte a morire per castigo. Creonte, preoccupato, si affretta a far liberare Antigone, sepolta viva, e a far seppellire Polinice. Ma quando arriva alla sua tomba la fanciulla è già morta, suicidatasi. Emone, che si era rinchiuso nella caverna insieme ad Antigone, sta stringendo il corpo della fidanzata morta, e quindi si getta contro il padre per ucciderlo, ma, mancato il bersaglio, rivolge l’arma contro se stesso, uccidendosi. Creonte, ritorna al palazzo per apprendere che la moglie Euridice s’è tolta la vita dopo esser stata colpita dalla notizia della morte del figlio. E quindi egli rimane così solo, chiuso nel suo dolore, invocando la morte. Secondo il mito, invece, si suicida gettandosi dalla rupe di Tebe.

Pagina FB di Maria Castronovo: https://www.facebook.com/maria.castronovo2?fref=ts
Per chi è interessato, a questo link potrà trovare gratuitamente le mie quattro FABULE ARCANE ispirate alla FAMIGLIA DELLE FIGURE: Bagatto, Appeso, Amanti ed Eremita.
www.antiguatau.it/aggiornamenti%204/pagine-varie/CASTRONOVO.htm

Ascolta “MARIA CASTRONOVO – LUNA E DONNA NEL TEATRO GRECO” su Spreaker.

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MERCOLEDI’ 04.04.2018 alle ore 12.12
MIMMO OTERI – MESSAGGIO PER UNA SCIMMIA CHE SI CREDE UN’AQUILA
“Dalla penna bisbetica e irriverente di Mimmo Oteri, il primo Romanzo di crescita personale che è riuscito a polemizzare con qualunque istituzione riconosciuta sul pianeta Terra, dalla Religione alla Politica, dall’Università alla Massoneria, narrando la storia del cinico professor Battaglia, e al tempo stesso insegnando a tutti noi come un ego malato possa ritrovare maggiore equilibrio ed armonia”.
SINOSSI:
Il professor Roberto Battaglia ne ha per tutti. Niente e nessuno sfugge al suo giudizio cinico e arrogante. Ne sanno qualcosa gli studenti di diritto costituzionale dell’Università di Messina, agnelli sacrificali immolati sull’altare delle sue frustrazioni. A niente valgono i tentativi di domare il bisbetico. La moglie Claudia cerca di coinvolgerlo nel suo strampalato percorso spirituale prima cattolico e poi buddista. Il suo migliore amico, l’istrionico e stravagante Barone Vittorio Amedeo Mancuso, lo invita ad abbracciare i segreti del misterioso mondo della massoneria. Tutti i rimedi sembrano inutili per guarire il ripudio del professor Battaglia verso il genere umano finché un giorno non gli viene recapitata una strana lettera arancione che cambierà per sempre la sua vita. Un racconto audace, dove il sarcasmo del protagonista e quello del narratore si alternano in un gioco di invettive che non risparmia nessun aspetto della società contemporanea: dalla religione alla politica, dall’università alla massoneria. In questa cornice trova spazio il tema centrale del romanzo, ovvero l’ego malato del protagonista che dovrà affrontare un affascinante viaggio ricco di ostacoli e avventure per ristabilire l’armonia perduta. La penna dell’autore ci regala un libro dal tono leggero e dissacrante, riuscendo allo stesso tempo a farci ridere ed emozionare offrendo degli spunti di riflessione di assoluta attualità e profondità.
Sito: http://www.saggioimpertinente.it/booktrailer/
Libro MESSAGGIO PER UNA SCIMMIA CHE SI CREDE UN’AQUILA: https://www.macrolibrarsi.it/data/partner/2981/39909.html
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GIOVEDÌ 05.04.2018 alle ore 21,21
ALESSANDRA TONONI – L’ANIMA DEL RICERCATORE
Andiamo a ri-scoprire  l’anima del Ricercatore, del Sannyasin, del Pellegrino: 

  • Chi è?
  • Cosa o come accade che si ritrova Essere, a Ri-scoprirsi Ricercatore?
  • Quali sono le sue qualità, le Virtù che è chiamato a far Vivere attraverso di sè?
  • A cosa è chiamato a Rinunciare?

A mio modo di Sentire in questo viaggio terreno, tutti siamo Ricercatori, per il semplice fatto di ritrovarci qui, in questa dimensione spazio- tempo così varia, diversificata, così paradossale e in ogni suo aspetto carica di tutto e il contrario di tutto. Quando ci Accorgiamo però di Essere in questo viaggio, quando emerge e fiorisce questa consapevolezza, tutto in noi cambia e tutto cambia di conseguenza “fuori”. Quello è l’istante in cui portiamo davvero il nostro dono nel mondo e al mondo. Portare luce, consapevolezza a quello spazio in noi significa Ri-scoprire il posto che occupiamo in questa Esistenza, ritrovare la nostra posizione anche in questo spazio-tempo. Da questo punto di Osservazione ha inizio la Vera Avventura, il Vero Viaggio! Sarà come sempre un privilegio la tua Presenza e la tua condivisione in diretta o in differita le nostre vite si saranno incrociate e per questo non saranno più le stesse!
Sito: https://www.alessandratononi.com/contatti/

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