ABBIAMO IL DOVERE DI DIRE LA VERITÀ… MA COME LA METTIAMO CON IL DIRITTO DI MENTIRE?

La quasi totalità delle persone inorridisce, si scandalizza e si arrabbia ferocemente al primo sentore di menzogna che gli viene raccontata. Tutti dicono che vorrebbero sentirsi dire la verità sempre e comunque…ma fa poi così bene dire sempre la verità?

Come reagirebbe il tuo capoufficio se sapesse quello che pensi realmente di lui?

Avresti ancora un lavoro?

In questi anni ho avuto l’onore di allenare centinaia di persone in tutto il territorio nazionale. Interagendo con loro è emersa, nella quasi totalità dei casi, la volontà di sapere la verità a tutti i costi.

Per capire il meccanismo che ci fa perdere le staffe così tanto bisogna tenere conto di due fattori principali. Il primo è che viviamo nell’illusione della sicurezza. Noi fondiamo (erroneamente) le nostre esistenze sull’illusione di essere sicuri di poterci fidare di alcune persone. Siamo certi che queste persone siano assolutamente degne di fare parte della nostra cerchia di amicizie e conoscenze (per poi invece scoprire che sono dei serial killer e quando ci intervistano i giornalisti l’unica cosa che riusciamo a dire è: “sembrava una brava persona”).

Scherzi a parte, tutte le persone mentono e lo fanno più spesso di quello che credi.

Facciamo un piccolo passo indietro e concediamoci un dato tecnico emerso da uno studio condotto in un’università del Massachusetts dal prof. Robert Feldman:

Le persone mentono 3 volte ogni 10 minuti.

Solitamente le persone, dopo aver scoperto questo dato, saltano sulla sedia, disgustate e arrabbiate, cominciano ad agitarsi dicendo che viviamo in un mondo bruttissimo fatto da persone altrettanto bruttissime e che loro invece non sono assolutamente così.

È emerso infatti anche che chiunque venga sorpreso a mentire o a nascondere i particolari o i dettagli delle situazioni viene additato come persona disonesta, che non merita fiducia e, ancor peggio, che non meriti neanche una seconda possibilità perché ormai la nostra fiducia è irrimediabilmente compromessa.

Questo mi permette di introdurre il secondo fattore per comprendere le reazioni delle persone: ci dimentichiamo un po’ troppo spesso delle bugie che raccontiamo noi.

So perfettamente che ci fa piacere illuderci del contrario ma nella media statistica citata prima ci siamo dentro anche noi.

Tutti noi raccontiamo bugie (e tra poco andiamo a vedere anche il perché) ma quelle che diciamo noi non contano: non sono poi così gravi oppure avevamo dei motivi più che validi per “doverle” raccontare.

La bugia rientra in quei comportamenti che, se fatti da noi sono da giustificare e pretendiamo che gli altri comprendano, se vengono fatti dagli altri diventano da condannare. Compresi questi due fattori principali possiamo andare a vedere cosa c’è dietro alla menzogna.

La stragrande maggioranza delle persone afferma, in maniera fortemente convinta, che le bugie siano quanto più deleterio nelle relazioni. Io mi permetto di non essere d’accordo. Ho visto persone rovinare anni di amicizia, relazioni sentimentali e addirittura intere famiglie perché alcuni avvenimenti non sono stati riferiti completamente o sono stati taciuti. 

Nonostante abbia fatto del linguaggio del corpo non soltanto la mia passione ma anche la mia professione sono convinto che non ci si possa nascondere dietro questo falso e ipocrita bigottismo.

Noi tutti mentiamo e lo facciamo per un motivo ben preciso: non siamo disposti a sopportare il peso che la verità avrebbe, come conseguenze, sulla nostra vita.

Cosa succederebbe se ad un certo punto tutti dicessimo la verità?

Anche se è difficile da digerire come concetto, le persone hanno diritto di mentire. Le bugie fanno parte integrante della comunicazione e, senza di esse, non ci sarebbe equilibrio tra le parti.

Avresti ancora amiche se dicessi la verità all’uscita dal parrucchiere quando ti chiedono: “come sto?”? …E quanti clienti acquisterebbero ancora abiti se le commesse rispondessero sinceramente alla domanda: “come mi sta questo vestito?”

Avresti ancora momenti cordiali alla macchinetta del caffè se il tuo collega sapesse cosa pensi di lui, della sua irritante moglie e dei suoi odiosi marmocchi?

Quanti uomini riuscirebbero nel loro intento di “rimorchiare” se esprimessero completamente ciò che pensano sulla ragazza che stanno corteggiando?

Quante vedove ci sarebbero se i mariti rispondessero sinceramente alla domanda della moglie: “mi trovi ingrassata?”

Alcune di queste situazioni strappano un sorriso ma, prima di condannare le persone che mentono, pensa a quando ti è capitato di vivere un momento difficile nella tua vita e le persone che incontravi ti chiedevano il fatidico: “come stai?”.

In quei momenti non hai voglia di raccontare che il tuo mondo sta andando a rotoli e a quel punto di nascondi dietro un “tutto bene” che sappiamo tutti essere una bugia.

Ovviamente non tutte le bugie sono uguali e trovandosi così spesso davanti alle menzogne è normale che una domanda possa sorgere spontanea: “Ma allora dobbiamo rimanere passivi davanti alle persone che ci mentono?”

Assolutamente no, ma condannare il prossimo per le cose che fai anche tu di sicuro non ti aiuterà a scoprire la verità. La soluzione per rimanere lucidi come detective, e riuscire a scoprire veramente cosa è successo e come sono andate veramente le cose, è: gestire le proprie emozioni.

Il risultato che si ottiene gestendo correttamente gli stati d’animo è quello di rimanere calmi come se non stessero mentendo a noi.

Visto che non siamo abituati a farlo è normale che ti sembri difficilissimo (quasi impossibile) da attuare ma ti posso garantire che le persone che si allenano con me riescono a ottenere risultati molto soddisfacenti e riescono a fare luce sui dubbi che le attanagliano.

Per scoprire come poterlo fare anche tu, scaricarti GRATUITAMENTE il capitolo del mio libro “La voce invisibile

– come capire le emozioni degli altri attraverso il linguaggio del corpo” sul sito www.lavoceinvisibile.it e…

Ramon Testa

Ascolta “CACCIA ALLE BUGIE, LA VERITÀ È SCRITTA SUI NOSTRI VOLTI con RAMON TESTA” su Spreaker.

Mi presento…

Nasco a Torino il 29 febbraio del 1976. Ho completato gli studi in ambito tecnico e informatico con notevole profitto e ho arricchito la mia formazione con diversi corsi specialistici nel settore hi-tech. Dopo aver maturato diverse esperienze lavorative decido di avviare la mia attività imprenditoriale nel mondo della consulenza informatica. A un certo punto della mia vita incontro la crescita personale, materia che inizio a studiare per imparare a impiegare meglio il mio potenziale. In seguito a un grave incidente d’auto, che mi ha costretto a un paio d’anni di riabilitazione fisica, ho sviluppato una naturale forza d’animo che mi ha permesso di riprendermi completamente e di ottenere diversi traguardi in ambito professionale e personale. Durante la mia riabilitazione, mi sono reso conto di quale fosse la mia reale vocazione. Ho compreso che, nonostante progettare e realizzare automatismi mi desse grandi soddisfazioni, “aggiustare” le persone fosse decisamente più gratificante per me e utile per il prossimo. Da quel momento, ho fatto in modo che la mia passione diventasse anche la mia professione. Ho approfondito la conoscenza del linguaggio del corpo con formazione di caratura internazionale e ho arricchito la mia esperienza formandomi con i maggiori professionisti italiani nell’ambito della leadership, della crescita personale e professionale. Ho iniziato, con alcuni di loro, collaborazioni che mi hanno permesso di maturare notevoli competenze nel mondo del life and business coaching. Ho maturato diverse migliaia di ore di formazione erogata, sia in aula che negli incontri individuali. Attualmente, in veste di trainer e life coach, mi dedico alla formazione di tutte le persone che vogliono migliorare il proprio livello di soddisfazione personale e professionale. Insieme a mia moglie Viviana, ho dato vita al progetto “Back To Life” e siamo impegnati a trasferire tutto ciò che abbiamo imparato negli ambiti della crescita personale, gestione emozionale, vendita, negoziazione e della lettura del linguaggio del corpo.

BACK TO LIFE

La Crescita Personale è uno degli ambiti più belli in assoluto, infatti, spesso affermo di fare il lavoro più bello del mondo. Se traduciamo letteralmente le parole Back To Life otteniamo RITORNO ALLA VITA.
Cosa c’è di più bello di aiutare le persone a riprendere in mano la propria vita?
Ancora tutt’oggi mi viene chiesto cosa faccio di lavoro perché non è ancora chiaro, in particolar modo in Italia, il ruolo del life coach (soprattutto nel modo in cui lo faccio io).
Quando acquistiamo un telefonino ci danno il libretto di istruzioni, quando acquistiamo un televisore ci danno un libretto di istruzioni e addirittura se compriamo un semplice tostapane ci danno un libretto di istruzioni.
Perché allora quando siamo nati noi nessuno ci ha spiegato come funzioniamo?
In parole semplici ti do il tuo libretto delle istruzioni.
Ciò che faccio è molto semplice: aiuto le persone a comprendere cosa vogliono veramente e come ottenerlo e lo faccio con tutte le persone che entrano in contatto con me attraverso i miei corsi oppure tramite le sessioni individuali.

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Come capire le emozioni degli altri attraverso il linguaggio del corpo
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